Quest'Italia così simile a Me.
Me legge i giornali su Internet da quando è emigrante, costano meno che comprarli, per poi leggere cosa? almeno risparmia per le sigarette e le bevute, per l'enfisema e il fegato gonfio, che fanno sempre piacere più che le cattive notizie.
Dall'avvento del nuovo governo Me ha realizzato come l'Italia in questo momento difficile, ma quando mai ha avuto momenti facili l'Italia?, somigli a lui stesso in persona, come un' estensione pluricorporale della sua esistenza misera e singola. L'unica fortuna è che il governo di sé stesso è solo colpa sua così può schiaffeggiarsi con voluttà allo specchio senza cercare nessun altro.
Se sovrappone le due storie sono identiche, almeno nelle premesse, nonostante il paragone fra un singolo e un paese intero sia sempre complicato. Ma sarà italiano anche lui quindi, come gli hanno sempre insegnato, il microcosmo è uguale al macrocosmo. Così sembra, senz'ombra di dubbio ai suoi occhi.
Così legge dell'Italia piena di debiti, esattamente come Me. Debiti fatti per mantenere il proprio status di disoccupato di lusso con aiuti familiari, per non farsi mancare niente, per assaporare com'è la vita dello spendispandieffendi. E il suo paese, dopo 5 anni di naso in aria e tuttovabene, si risveglia dal suo meraviglioso sogno a tasche vuote, sommersa da privilegi insostenibili e un'intera classe dirigente che ha già le chiavi del paradiso in tasca. Così anche Me, dopo un lungo sogno trasformatosi al risveglio in un incubo ha scoperto di condurre una vita dal futuro insostenibile con suo grande rammarico, di mantenere un'immagine dorata e splendente che non ha più soldi per portare avanti.
Così simile l'Italia a Me.
E durante il carnevale infinito del governo precedente, pur di mantenere la posizione, Me come l'Italia ha solamente pensato a spendere spendere spendere, così allegramente ed era bello non c'è che dire, contraendo debiti con la sua banca, debiti che lo hanno legato alla banca a filo doppio per altri due anni. Ha preso una carta di credito con debito a scalare, per coprire i piccoli buchi dalle pause del lavoro nel cinema, che si sa, non è che è sempre continuo, specie se c'è crisi ma si fa finta di nulla. E la carta di credito con debito a scalare, cioè una carta di debito, gli ha succhiato 16 euro al mese -le vecchie e spaventevoli 32000 lire- di interessi residui. Oh si, l'ha usata e abusata in ogni modo possibile, perchè bisogna farsi mancare qualcosa? i soldi ci sono, i soldi arriveranno, intanto si va sotto, ma per poco che diavolo, specie se poi la famiglia in qualche modo lo può aiutare. Perchè no? Meglio star bene oggi che domani.... non gli hanno sempre insegnato "quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavia, chi vuol esser lieto sia, del doman non v'è certezza"? e allora che cosa pretendete? E tra la cicala e la formica, Me sha sempre preferito la cicala, che nella sua terra significa anche fica, quindi guardate un pà se si rinuncia alla bella vita. Comunque, Me paga una quota, una rata di 300 euro al mese, così rientra piano piano del debito. Ma da tre mesi non sono più 300 euro perchè per contenere il debito della carta di credito ha dovuto prendere un altro prestito così la rata è aumentata a 400 euro e gli interessi dove li mettiamo? se spende 300 euro al mese ne deve pagare 450, di cui 35 sono di interessi -le sempre care 75000 lire, badalì-, perchè più il debito aumenta e più il debito si protrae, più gli interessi aumentano. Così si ritrova a oggi con 2650 euro di debito con la banca interessi esclusi ed è il momento di chiudere la festa, il carnevale lascia il posto ad un lungo lunghissimo mercoledi delle ceneri, infinito, in cui dovrà lavorare solo per pagare i debiti non per guadagnare qualcosa, non per costruire il suo futuro. Solo pagare quello che ha festeggiato negli anni passati. Ben gli sta, viene da dire, ma non è questo il punto. E' che l'Italia sembra così simile a lui in questo momento, il momento in cui la festa è finita ma nessuno vuol ancora tornare a casa, soprattutto una classe politica che non sta più dietro a niente, lenta così lenta nell'inseguire la vita che gli sfugge di mano, ma anche una classe industriale che non si occupa più di far crescere la comunità, ma solo di mantenerla in una servitù della gleba perchè così non corre rischi. Questo momento in cui si vuole, con intenzione segreta o no, ancora far finta di nulla e vivere come si è vissuto fino ad adesso, perchè si sa mantenere la posizione è importante, fondamentale, vitale, "non è duro vincere la coppa America, è mantenerla in proprio possesso la vera sfida", non è questo che hanno raccontato per anni? spendispandieffendi: questo momento sembra finito, con buona o nessuna pace di tutti. Non ci sono più franchi né marchi né euro né le benedette lire per festeggiare. Eppure Me l'ha capito. Si è rimboccato le maniche, tagliato le spese. conta tutto quello che guadagna, lo divide, lo riconta. Si preoccupa finalmente del bilancio familiare perchè è stufo di regalare soldi alla banca e anche se il debito finirà l'anno prossimo, un anno esatto da oggi, saranno gli ultimi che regalerà alla banca che lo liscia con un mano ma con l'altra lo spinge senza difese nella sua bocca. La sua banca non lo protegge, non lo consiglia, la sua banca lo consiglia solo per legarlo ancora di più a lei. Come un medico che invece di guarire un paziente lo costringe a letto con le medicine che vende lui medesimo e allora guadagna sulla durata della malattia. Che cazzo, scusate il francese, non va bene. Non è fare le autotrade il vero affare, il vero affare è la manutenzione, non gli hanno sempre detto così?
E allora perchè l'Italia non capisce quello che uno stupido come Me è riuscito a capire da solo? Perchè il suo paese dal quale è lontano per sua fortuna, continua a credere che la festa non sia finita? E perchè soprattuto la festa non finisce mai per tutti, ma qualcuno, alla faccia loro, continua la festa come se niente fosse?
Così simile a Me l'Italia, così facile a spendere quello che ha guadagnato in tutta una storia e così restia a capire cosa ci voglia per poter spendere di nuovo tra un pò. Non adesso. Eppure, come sempre, è facile abituarsi a stare bene. Meglio fare debiti sperare nel futuro, nel bingo, nel grattevinci, nella lotteria. Meglio sperare che domani vada bene, che non mangiare l'aragosta oggi. Perchè ci devo rinunciare? E se ho tra le mani una bella fica che faccio la figura del pellaio? Non sia mai, meglio le cambiali e i debiti che ti lconsumano che diventare formiche. Anche eprchè diciamo la verità, a Me le formiche stanno anche sui coglioni.
questo sabato finirà tra un anno esatto, salvo complicazioni.
Me legge i giornali su Internet da quando è emigrante, costano meno che comprarli, per poi leggere cosa? almeno risparmia per le sigarette e le bevute, per l'enfisema e il fegato gonfio, che fanno sempre piacere più che le cattive notizie.
Dall'avvento del nuovo governo Me ha realizzato come l'Italia in questo momento difficile, ma quando mai ha avuto momenti facili l'Italia?, somigli a lui stesso in persona, come un' estensione pluricorporale della sua esistenza misera e singola. L'unica fortuna è che il governo di sé stesso è solo colpa sua così può schiaffeggiarsi con voluttà allo specchio senza cercare nessun altro.
Se sovrappone le due storie sono identiche, almeno nelle premesse, nonostante il paragone fra un singolo e un paese intero sia sempre complicato. Ma sarà italiano anche lui quindi, come gli hanno sempre insegnato, il microcosmo è uguale al macrocosmo. Così sembra, senz'ombra di dubbio ai suoi occhi.
Così legge dell'Italia piena di debiti, esattamente come Me. Debiti fatti per mantenere il proprio status di disoccupato di lusso con aiuti familiari, per non farsi mancare niente, per assaporare com'è la vita dello spendispandieffendi. E il suo paese, dopo 5 anni di naso in aria e tuttovabene, si risveglia dal suo meraviglioso sogno a tasche vuote, sommersa da privilegi insostenibili e un'intera classe dirigente che ha già le chiavi del paradiso in tasca. Così anche Me, dopo un lungo sogno trasformatosi al risveglio in un incubo ha scoperto di condurre una vita dal futuro insostenibile con suo grande rammarico, di mantenere un'immagine dorata e splendente che non ha più soldi per portare avanti.
Così simile l'Italia a Me.
E durante il carnevale infinito del governo precedente, pur di mantenere la posizione, Me come l'Italia ha solamente pensato a spendere spendere spendere, così allegramente ed era bello non c'è che dire, contraendo debiti con la sua banca, debiti che lo hanno legato alla banca a filo doppio per altri due anni. Ha preso una carta di credito con debito a scalare, per coprire i piccoli buchi dalle pause del lavoro nel cinema, che si sa, non è che è sempre continuo, specie se c'è crisi ma si fa finta di nulla. E la carta di credito con debito a scalare, cioè una carta di debito, gli ha succhiato 16 euro al mese -le vecchie e spaventevoli 32000 lire- di interessi residui. Oh si, l'ha usata e abusata in ogni modo possibile, perchè bisogna farsi mancare qualcosa? i soldi ci sono, i soldi arriveranno, intanto si va sotto, ma per poco che diavolo, specie se poi la famiglia in qualche modo lo può aiutare. Perchè no? Meglio star bene oggi che domani.... non gli hanno sempre insegnato "quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavia, chi vuol esser lieto sia, del doman non v'è certezza"? e allora che cosa pretendete? E tra la cicala e la formica, Me sha sempre preferito la cicala, che nella sua terra significa anche fica, quindi guardate un pà se si rinuncia alla bella vita. Comunque, Me paga una quota, una rata di 300 euro al mese, così rientra piano piano del debito. Ma da tre mesi non sono più 300 euro perchè per contenere il debito della carta di credito ha dovuto prendere un altro prestito così la rata è aumentata a 400 euro e gli interessi dove li mettiamo? se spende 300 euro al mese ne deve pagare 450, di cui 35 sono di interessi -le sempre care 75000 lire, badalì-, perchè più il debito aumenta e più il debito si protrae, più gli interessi aumentano. Così si ritrova a oggi con 2650 euro di debito con la banca interessi esclusi ed è il momento di chiudere la festa, il carnevale lascia il posto ad un lungo lunghissimo mercoledi delle ceneri, infinito, in cui dovrà lavorare solo per pagare i debiti non per guadagnare qualcosa, non per costruire il suo futuro. Solo pagare quello che ha festeggiato negli anni passati. Ben gli sta, viene da dire, ma non è questo il punto. E' che l'Italia sembra così simile a lui in questo momento, il momento in cui la festa è finita ma nessuno vuol ancora tornare a casa, soprattutto una classe politica che non sta più dietro a niente, lenta così lenta nell'inseguire la vita che gli sfugge di mano, ma anche una classe industriale che non si occupa più di far crescere la comunità, ma solo di mantenerla in una servitù della gleba perchè così non corre rischi. Questo momento in cui si vuole, con intenzione segreta o no, ancora far finta di nulla e vivere come si è vissuto fino ad adesso, perchè si sa mantenere la posizione è importante, fondamentale, vitale, "non è duro vincere la coppa America, è mantenerla in proprio possesso la vera sfida", non è questo che hanno raccontato per anni? spendispandieffendi: questo momento sembra finito, con buona o nessuna pace di tutti. Non ci sono più franchi né marchi né euro né le benedette lire per festeggiare. Eppure Me l'ha capito. Si è rimboccato le maniche, tagliato le spese. conta tutto quello che guadagna, lo divide, lo riconta. Si preoccupa finalmente del bilancio familiare perchè è stufo di regalare soldi alla banca e anche se il debito finirà l'anno prossimo, un anno esatto da oggi, saranno gli ultimi che regalerà alla banca che lo liscia con un mano ma con l'altra lo spinge senza difese nella sua bocca. La sua banca non lo protegge, non lo consiglia, la sua banca lo consiglia solo per legarlo ancora di più a lei. Come un medico che invece di guarire un paziente lo costringe a letto con le medicine che vende lui medesimo e allora guadagna sulla durata della malattia. Che cazzo, scusate il francese, non va bene. Non è fare le autotrade il vero affare, il vero affare è la manutenzione, non gli hanno sempre detto così?
E allora perchè l'Italia non capisce quello che uno stupido come Me è riuscito a capire da solo? Perchè il suo paese dal quale è lontano per sua fortuna, continua a credere che la festa non sia finita? E perchè soprattuto la festa non finisce mai per tutti, ma qualcuno, alla faccia loro, continua la festa come se niente fosse?
Così simile a Me l'Italia, così facile a spendere quello che ha guadagnato in tutta una storia e così restia a capire cosa ci voglia per poter spendere di nuovo tra un pò. Non adesso. Eppure, come sempre, è facile abituarsi a stare bene. Meglio fare debiti sperare nel futuro, nel bingo, nel grattevinci, nella lotteria. Meglio sperare che domani vada bene, che non mangiare l'aragosta oggi. Perchè ci devo rinunciare? E se ho tra le mani una bella fica che faccio la figura del pellaio? Non sia mai, meglio le cambiali e i debiti che ti lconsumano che diventare formiche. Anche eprchè diciamo la verità, a Me le formiche stanno anche sui coglioni.
questo sabato finirà tra un anno esatto, salvo complicazioni.
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