29 novembre 2006

XII.3


Me Fratello di Kafka.
Tragedia comica in un prologo due atti e un epilogo

Olè, olè, olèèèè
Epilogo

Venerdi scorso il cellulare di Te suona da un numero sconosciuto. Te risponde, sono Le Informazioni.
Alla mia documentazione lavorativa manca un documento, perchè uno dei contratti dura per un giorno solo... Cazzo. Che si deve fare?
Bisogna andare lunedi ai nuovi uffici con un altro documento di lavoro, altrimenti rifiutano tutto.
La fortuna ogni tanto fa capolino, Me ha in mano l'ultimo contratto che dura fino al prossimo anno, devono solo fotocopiarlo e andare ai nuovi uffici.
Sembrava troppo facile.
Il lunedi mattina tornano dal notaio che prende il foglio lo fotocopia e lo timbra e presenta la ricevuta. Te ha controllato sull'internet la mappa, prendono il tram che però li scarica da tutta altra parte, anche l'internet sbaglia, a piedi raggiungono i nuovi uffici.
E i nuovi uffici sono proprio nuovi: c'è la macchina per i numeri, tabelloni, bacheche con tutto esposto ordinatamente, tanti box senza vetro ma più confortevoli, illuminazione giustissima. Un senso di ordine e di calma, prendono il numero, si mettono in fila, poi Te va a chiedere alle informazioni che la indirizza ad uno sportello dove vengono subito spediti. Aspettano 10 minuti, poi consegnano l'ultimo foglio all'impiegata che è soddisfatta.
Volete che ve lo consegni adesso? Con questo foglio è pronto, lo potete ritirare subito se volete.
Subito? Certo, subito! subito!
Può darmi il passaporto?
E' facile da intuire ormai: Me non ha il passaporto.
L'impiegata chiude il suo sorriso.
Anche Te smette di sorridere.
Può tornare oggi a prenderlo? Se può tornare oggi glielo faccio preparare.
Me è titubante, gli uffici sono lontanissimi.. ma è Te a rispondere per lui.
Si certo, torna oggi.
Escono, Me un poco accigliato, e vanno verso casa.
Bisogna andare alla fermata dell'autobus oltre il casamento, prendere un autobus, fare 4 fermate, prendere la metro, fare due fermate, prendere il tram, fare tre fermate e andare a casa. Te va a fare la spesa, dovrà tornare lui da solo a prendere il permesso. Me sale in casa prende il passaporto e tenta la via alternativa per arrivare ai nuovi uffici: prende un tram, fa 3 fermate, attraversa una strada a quattro corsie, raggiunge la fermata dell'autobus, prende un autobus e fa 8 fermate. Ed è di nuovo agli uffici. Sale, prende il numero, si mette in fila e aspetta 40 minuti. Ma quaranta minuti senza bolgia, senza rumori, senza spintoni. Ci sono i numeri, ci sono mille sportelli. Ci sono anche un paio di impiegate niente male, anzi a guardare bene, sono tutte donne a lavorare. Tutte donne. Subito quel posto cambia aspetto, diventa addirittura accogliente.
Tocca a lui, l'impiegata parla in ceco, lui fa capire che non capisce, lei sorride, tira fuori l'incartamento e consegna il documento.
Il suo permesso di soggiorno.
Firma, sorride all'impiegata, le da persino la mano.
Perchè c'è riuscito...
Ora manca solo la partita iva.


il tutto per la modica cifra di:
formulario: gratis, scaricarlo da internet e stamparlo
modulo per la certifica del domicilio: gratis, scaricarlo da internet e stamparlo
visura catastale: gratis, scaricarla di internet e stamparla
fotografia: già ce l'aveva
passaporto: il suo, 60 euro in italia.
tessera eUropea della sanità: gratis, consegnata per posta in italia.
documenti di lavoro fotocopiati e timbrati dal notaio: 5= 134 corone la bellezza di 4 euro e 70 centesimi.
Il tempo speso a raccogliere tutto, perchè vale anche quello.

L'operetta finisce qui

XII.2.3


Me Fratello di Kafka.
Tragedia comica in un prologo due atti e un epilogo

ATTO SECONDO
Caro Kafka, siamo un pezzo avanti.

SCENA TERZA
Bisogna prima prendere un tram, 4 fermate, prendere la metro, altre quattro fermate, si attraversa una strada a quattro corsie, si passa sotto un ponte dell'autostrada ed ecco gli uffici della Polizia per gli stranieri.
Abbiamo tutto? Si chiedono.
Passaporto ok
fotografia ok
documento di affitto firmato dal proprietario con allegata visura catastale ok
contratti di lavoro a termine fotocopiati e timbrati dal notaio ok
tessera sanitaria eUropea quella nuova formato carta di credito ok
formulario
Giusto, manca solo quello e lo troveranno negli uffici. Arrivano alle 10 di mattina, già è una bolgia, poichè sono aperti dalle sette e mezza. La giornata è grigia, tutto è grigio. Ma hanno tutti i documenti. Me si mette subito in fila mentre Te cerca il formulario giusto, cioè quello viola scuro. Te arriva con il volto bianco.
"Hanno finito i formulari."
"Cosa vuol dire hanno finito i formulari?"
"Che li hanno finiti. Sul banco non ci sono più, la signorina allo sportello mi ha detto che ne ha sistemati 100 la mattina ma qualcuno deve averne presi tanti tutti insieme e loro domani traslocano nei nuovi uffici e non ne hanno più."
Perfavore, perfavore, no. Ha tutto. Tutto!
Che cazzo si fa ora?
Me abbandona la fila, che senso ha stare in fila se manca il documento principale.
Va fuori a fumare una sigaretta.
Te lo raggiunge dopo pochi minuti, arriva con un meraviglioso sorriso. Di rabbia e felicità.
Dobbiamo andare subito da mia madre, Perchè?, il formulario lo possiamo scaricare dall' internet, lì andiamo da mia madre così possiamo stamparlo, lo compiliamo e torniamo qua, gli uffici riaprono a mezzogiorno e mezzo fino alle tre e mezza. Si fa oggi.
Si guardano. Si fa oggi.
Corrono giù dalle scale degli uffici, b
isogna prima passare sotto un ponte dell'autostrada, attraversare una strada a quattro corsie, prendere la metro, 4 fermate e si arriva all'ufficio della madre di Te, suonano il campanello, salgono, entrano, saluti veloci, trovano il documento quello giusto e lo stampano in due copie.
Si fa oggi.
E' la pausa pranzo per gli uffici, si fermano in un bar a prendere un caffè e compilano il formulario.
Pronti, di nuovo.
Bisogna prima prendere un tram, 2 fermate, prendere la metro, altre quattro fermate, si attraversa una strada a quattro corsie, si passa sotto un ponte dell'autostrada ed ecco gli uffici della Polizia per gli stranieri.
Abbiamo tutto? Si chiedono.
Passaporto ok
fotografia ok
documento di affitto firmato dal proprietario con allegata visura catastale ok
contratti di lavoro a termine fotocopiati e timbrati dal notaio ok
tessera sanitaria eUropea quella nuova formato carta di credito ok
formulario ok

Entrano dentro di nuovo, più gente della mattina, nessuno se n'è andato a fare la pausa pranzo tra i questuanti. Tutti sono rimasti silenziosamenteognuno al loro posto. Me si mette in fila, per mezz'ora non succede niente: una vecchia signora accompagnata ha monopolizzato uno dei due sportelli da 25 minuti e non accenna ad andarsene. Davanti a Me una russa legge un quotidiano in cirillico, una mamma con un bambino che dorme, una ragazza ucraina con un cappotto bianco preoccupatissima, un'altra argazza in cinta dietro di Me, degli uomini di colore, qualche cinese, una grassona sporca vestita da rapper che gestisce una marea di formulari uguali al suo. E' lei che li ha presi dalla mattina. La fila si smuove, Me e Te organizzano dei turni in fila per andare a fumare una sigaretta ogni tanto. Passa un'ora, ne passano due di ore, sono rimaste quattro persone davanti a lui, ma tutte ci stanno un secolo e mezzo, ad un certo punto la grassona sporca vestita da rapper chiede ai due capofila se può entrare lei perchè quello è il suo posto, e si giustifica con parole che Me non capisce ma si accorge che offendono le persone in fila: alla fine però la lasciano passare. Te la guarda con odio ma non possono fare niente, solo maledirla per ogni minuto in più che resta. E resta per ben 31 minuti.
Dopo tre ore rimane l'ultima, una signora che parla un ceco stranissimo, è ubriaca e porta occhiali spessissimi, ma è l'ultima. E come tutti gli ultimi ci sta un visibilio di tempo da prenderla a pedate.
Tocca a loro.
Dalla cartellina trasparente tirano fuori tutto. E hanno tutto. La ragazzina dietro il vetro timbra tutto, prepara altri fogli che fa firmare e poi ritimbra, consegna un piccolo foglietto ciclostilato e su stampata c'è la data di quando dovrà andare a prendere il suo permesso temporaneo di soggiorno...
Uao.

28 novembre 2006

XII.2.2


Me Fratello di Kafka.
Tragedia comica in un prologo due atti e un epilogo

ATTO SECONDO

Caro il mio Kafka, siamo un pezzo avanti.

SCENA SECONDA
Sicchè non ha un cazzo in mano. Ha solo un numero di telefono: Le Informazioni.
Le Informazioni parlano solo ceco, manco a dirlo, quindi è compito da delegare a Te.

La prima telefonata si risolve così:
"Ci vogliono: il passaporto, una fotografia, compilare il modulo che troviamo agli uffici, allegare seguente documentazione, documento che attesta che hai un domicilio in Repubblica Ceca, contratto o documento di lavoro, ma sul contratto di lavoro c'è un pò di confusione. In realtà se fai parte dell'Ue non ne avresti nemmeno bisogno, ma serve per prendere poi il numero della tua partita iva qui in Repubblica Ceca perchè sei un libero professionista sennò nessuno ti può fare fattura e non va bene. Ma, se Me non avrebbe bisogno del permesso in quanto membrone, perchè tutte queste storie ora? Non puoi mica scrivere sotto MOTIVO DELLA PERMANENZA: l'amore, mi piace Praga, ci sto bene, vorrei vivere qui." No eh? Non basta.
Chissà quanto costerà tutto questo ambaradan.
Cominciano.
Il formulario decidono di lasciarlo per ultimo che lo faranno quando torneranno agli uffici con tutti i documenti e lo compileranno in fila, meglio concentrarsi sulle cose da avere. Il contratto di affitto è in casa ma presenta un problema: l'unico affittuario registrato è Te, di Me nessuna traccia. Bisogna chiedere al proprietario di cambiare il contratto, mettere anche il nome di Me insieme a Te, ma non si spenderà a fare così, no perchè? Ma non ci vogliono i bolli, il notaio, qualcosa da pagare per la registrazione? La registrazione la fa il proprietario ed è un atto privato. Non capisce ma non si paga nulla sicchè Me sta zitto.
Il proprietario abita a Brno -230 km- al piano di sopra abita il figlio, che amministra il fetido stabile che circonda casa di Me. Me telefona al figlio del padrone di casa che parla inglese
imparato in Australia, devono anche pagare l'affitto quindi si vedono e fanno tutto ma quando? Lui torna lunedi, oggi è giovedi, e vedrai ci si vedrà lunedi, ok va bene.

Dai, una è fatta.
Il contratto di lavoro: l'unico lavoro di Me è per il ministero dell'educazione, tramite una ditta alla quale il ministero si appoggia per organizzare la transizione da un esame di maturità per la lingua italiana di tipo ceco ad un esame di maturità in lingua italiana di tipo eUropeo. Non pagano tanto ma per sopravivvere Me deve solo scrivere temi in italiano come se fossero stati scritti da tanti studenti del liceo italiano, perchè lui è madrelingua italiano, temi pieni di errori di ogni tipo da usare come esempio per i professori nella valutazione. Esempi, in pratica.
Telefona alla sua capa, che parla italiano, e le dice di cosa ha bisogno, andrà a prenderlo il giorno dopo e quando va a prendere il tutto si ritrova con quattro documenti che attestano il suo lavoro nei mesi di luglio agosto ottobre e un altro ottobre fotocopiato sicchè ne ha tre di documenti, che non è un contratto ma d'altronde senza il permesso di lavoro o la partita iva come facciamo a farti un contratto, come facciamo a farti fattura? Allora ditelo. Lo fanno apposta. Per mettere alla prova la tua mente e il tuo fisico.
Me torna a casa con questi fogli e Te è invece contenta perchè dimostra che lui ha già un lavoro, così passa il weekend e lunedi arriva il figlio del proprietario.
Suona infatti il campanello e si presenta con tutto già pronto, il nome di Me sul contratto, devono solo firmare sulla prima e sull'ultima pagina ma sull'ultima pagina c'è di nuovo solo il nome di Te, ma va bene lo stesso, anzi si può cambiare solo la prima pagina quella con il tuo nome e lasciare il resto così. Ma la prima pagina è stampata su carta diversa, più gialla, così sembra che vogliono nascondere qualcosa, ma poi non c'è la sua firma comunque...
Telefonano al figlio del padrone di casa, gli spiegano tutto e dopo una sincera risata di tutti fissano per il giorno dopo. Stavolta vanno Me e Te a casa sua, abita in un loft ricavato nel tetto con le finestre strane ma anche se è già sera ci dev'essere un sacco di luce qui, quanta luce e che vista che scavalca i tetti delle case di fronte e si apre sul fianco della collina pieno di palazzi, tetti e punte di alberi e la torre di Zizkov sullo sfondo. Non sembra nemmeno di essere nello stesso palazzo.
Il documento l'ha ristampato, tutto con lo stesso colore con tutti i nomi a posto, firmano di nuovo ridono e tornano alla loro vita. Me non è convinto: come fanno a provare che questo documento non è finto se non c'è nessun bollo o nessuna vidimazione? -e usa la parola vidimazione per mettere soggezione in Te della lingua-. Diavilo!

Tempo dell'ennesima telefonata ma ormai sono le sette e mezza gli uffici sono chiusi.
Il giorno dopo è la prima cosa che fanno, telefonano alle informazioni, e scoprono l'inghippo: intanto ci vogliono le fotocopie AUTENTICATE dei contratti di lavoro, il che vuol dire andare dal notaio per farle timbrare le fotocopie, il NOTAIO mammamia, e il contratto di affitto non serve a niente perchè non è legale ai fini della nostra richiesta. cosa serve allora?

Servono dei formulari da scaricare da internet, compilarli e poi portarli insieme a tutto il resto quando torneranno all'ufficio.
L'internet, un'altra invenzione geniale.
Dalla connessione UFO che hanno vanno sul sito della polizia per stranieri, dopo un breve peregrinare a casaccio arrivano alla pagina dei formulari che servono e in più leggono quanto segue, -tradotto in italiano ovviamente-
Oltre alla documentazione necessaria è obbligo presentare la visura catastale dell'immobile per appurarne la locazione esatta e la proprietà.
Il CATASTO. Oddio altri uffici trappola. Le previsioni di spesa incrementano esponenzialmente. Non ce la farà mai a reggere. Crollerà prima.
Scaricano i moduli da riempire, uno lo deve riempire il proprietario, l'altro lui e poi serve la visura. Ma è sera già, bisogna chiamare domani e domani è già giovedi e venerdi gli uffici son chiusi.
Comunque, terza telefonata (l'impiegata riconosce addirittura Te al telefono, la conversazione è sciolta, grandi sorrisi): allora come si fa a trovare il documento del catasto? Facilissimo, andate sul sito del catasto e digitate le informazioni sulla vostra casa e il sito calcola la visura immediata che potete stampare dal computer e allegare, ma dev'essere firmata? No, dev'essere firmato il modulo che avete scaricato al quale la visura non firmata dev'essere allegata.
Di nuovo il figlio del padrone di casa, perchè il giorno dopo parte per Brno e andrà da suo padre, potrà nell'occasione fargli firmare tutto, giovedi sera di nuovo a casa sua, consegnano i moduli che hanno già precompilato salutano, di nuovo una risata, ed è già venerdi e almeno andiamo a fare le fotocopie dal notaio. E carichiamoci 'sto pensiero di andare dal notaio. Fotocopiano i documenti di lavoro, arrivano dal notaio, suonano ed entrano, il notaio prende i fogli e li fotocopia lui stesso a sua volta, li timbra. In tutto dieci minuti scarsi. Ecco che arriva la ricevuta. (dovrete leggere il finale)
E' di nuovo lunedi, torna il figlio del padrone che ha con sé tutti i documenti firmati dal padre. Me e Te contano controllano si guardano negli occhi.. hanno davvero tutto?