Vita Vera.
oggi è giorno di colloquio. finalmente. Il primo colloquio da vita vera.
Per un lavoro vero.
Per una vita vera.
La nuova vita di Me.
Ieri me ha comprato le scarpe apposta per l'occasione. Nere, prezzo basso.
Me non ha la cintura giusta.
Me non ha la cravatta.
Me, svegliato da un camion che raccoglie rifiuti, ha il fiato più pesante di una zuppa di porri ed erba cipollina.
Non si fa la barba. Caffè, sigaretta, tazza del cesso. Vestizione di rigore.
Lo specchio riflette una figura che non è familiare: è Me, come nessuno lo ha mai visto.
Me vede solo difetti ma è tardi anche per quelli.
Esce di casa Me, chiude la porta fa due scalini.
Ha lasciato i documenti.
Entra, riesce, chiude la porta fa due scalini.
Ha dimenticato il cellulare.
Entra riesce chiude la porta fa due scalini.
Ha dimenticato le informazioni per arrivare al posto.
Entra, riesce chiude la porta fa due scalini, si ferma.
Ha preso tutto.
Il cielo è grigio, l'aria così fredda.
Tram, Metro, Destinazione.
La Destinazione del colloquio è un palazzo incastonato in un centro commerciale.
La metro accede direttamente al centro commerciale.
Così, alle 8.40 di mattina Me è dentro un centro commerciale, a Praga. I negozi stanno ancora aprendo, altri apriranno solo molto più tardi.
Il cielo è grigio. L'aria è fredda.
è troppo presto per presentarsi al colloquio.
Me ha finito le sigarette. Le compra, ne fuma subito una. L'alito cattivo, nonostante il dentifricio, aumenta.
Chissà se le ascelle suderanno? si chiede.
Si fa l'ora, entra nella Destinazione, lo dirottano al 5° piano. Reception, gente che va e che viene, which is your tutor? Me risponde. Arriva il tutor, riunisce i candidati, tre in tutto, Me e due ragazze più giovani. Hanno paura anche di parlare sembra.
Si, le ascelle stanno sudando e diffondendo umidità sul tessuto della camicia.
Merda, pensa Me.
Badges per tutti, ascensore, sono dirottati in un altro palazzo, di fronte al primo. In silenzio viene consegnato un altro badge. sorrisi di circostanza. Il responsabile dei test e del recruitment è in ritardo, arriva dalla Germania, l'aereo è in ritardo.
Cancelletto elettronico, ascensore, corridoi vuoti e stanze vuote e buie, finalmente persone. Anch'esse silenziose.
Li mettono in una stanza. dicono loro che bisogna fare un gioco per rompere il ghiaccio: chiedere agli altri candidati informazioni sul loro passato e poi presentarsi a vicenda. Il gioco viene fatto nell'imbarazzo, arriva il responsabile tedesco: Me e le altre ragazze ascoltano la breve introduzione del responsabile recruitment che illustra tutte le bellezze della ditta dalla quale vogliono essere assunti. La relazione (non la sapeva nemmeno a memoria il povero responsabile ma leggeva sul computer quello che doveva dirci. Tedesco, con un inglese dal fortissimo accento sassone a labbra strette); la relazione è continuamente disturbata dal rumore di trapani martelli avvitatori flessibili appena due stanze accanto. E' anche questo parte del test? Resistere a rimanere concentrati nonostante si costruisca un palazzo accanto a te?
Sorrisi. dicono a Me e alle ragazze di stare tranquilli. La giornata sarà occupata da un test di gruppo, dopo il quale ci saranno intervista e altri due test, numerico e logistico. con una pausa pranzo nel mezzo, ovviamente. Me sgrana gli occhi.
Ma come, pensa Me, quanto deve durare questo colloquio?
L' ambiente è super silenzioso, sembra un tempio di sussurri e moquette colorata, non ci sono pareti ma semi-pareti da redazione di giornale anni 70. ognuno ha il suo angolo con la faccia sbarrata al computer, cuffie con microfono, occhiali. ragazzi ragazze. poi altre stanze di cui intuisco solo degli angoli: altre persone al computer. in mezzo a tutto una cucina con macchine del caffè e distributore dell'acqua e frigo e fornelli e lavandino. La chiamano "Lounge room". Poi c'è la "quiet room", la "peace room". e un' intera ala del 3° piano è completamente vuota e buia e ancora più silenziosa. Sembra che aspetti le prossime vittime. Noi.
Ma non c'è tempo per i pensieri di Me. Vengono spostati in un'altra stanza.
Comincia il test di gruppo: una vecchia stazione deve essere ristrutturata e bisogna pensare ad una campagna promozionale con un budget limitato. Vediamo come ve la cavate a lavorare in gruppo.
Me conduce il gioco in scioltezza illustrando tutte le caratteristiche alle ragazze, relegate a fare i conti, che Me non sa fare.
Alla fine del test Me non ascolta i complimenti del recruitment team, vuole solo fumare una sigaretta ed esce di soppiatto. Viene subito ripescato: deve fare l'intervista!
Me viene fatto accomodare in un ufficio. l'intervista dura 45 minuti. Conduce i giochi una donna italiana ma l'intervista si svolge, come tutti i test, in inglese.
Qual'è stata la tua esperienza migliore nel lavoro?
E la peggiore?
Descrivi il tuo lavoro, descrivi come hai reagito ad una situazione di difficoltà.
Perchè vuoi cambiare lavoro?
Cosa pensi che questo lavoro possa dare?
Qual'è la cosa che ti piace trovare in un lavoro?
Me fornisce tutti i dettagli. Qualche sorriso, Me non parla mai volentieri di se stesso.
Me si deve sforzare, quanto si deve sforzare..... ma alla fine tutto finisce con le solite strette di mano.
E il cielo è ancora grigio e l'aria è ancora fredda e Me si fuma un'altra sigaretta.
Tempo di mangiare. Nel frattempo le due ragazze hanno fatto il test logistico che lui farà dopo pranzo mentre una andrà in intervista e l'altra farà il test numerico, e poi viceversa.
Alle tre finirà questo viaggio nell'universo del recruitment in a very big corporation.
Il pranzo dura poco, per fortuna e fa parte del test anche se non specificato.
Il pranzo serve a farli sentire a proprio agio nel nuovo ambiente e relazionare con dei veri assunti! Guarda che fortuna...
Li raggiungono:
-Una ragazza Belga che si fa carico di diffondere il minimo dei sorrisi necessari per farli sentire in una finta atmosfera amichevole, ma le si legge negli occhi la totale indifferenza ai casi loro.
-Il solito responsabile tedesco che, dietro il sibilo sassone, nasconde stanchezza e noia.
-Un altro responsabile che almeno non fa nemmeno sforzi per sembrare amicone (il più apprezzato da Me) e se ne sta a mangiare la sua insalata nella plastica, in silenzio.
-Un nuovo tutor che li seguirà per l'ultima parte del colloquio infinito.
Poche storie, c'è il tempo di rubare un'altra sigaretta, la penultima.
Comincia il test logistico.
Me che deve fare? ma che ne sa Me? e quello non può consegnare e l'altra cià i bambini e l'altro non gliene frega un cazzo dell'orario di consegna e quell'altro vuole le consegne solo la mattina e quell'altro ancora solo il pomeriggio e cifre numeri percentuali tragitti, problemi stradali, problemi di cattivo tempo, un camion rotto lungo la strada.
Me capisce che tra poco perderà la bussola: le cifre lo circondano e gli ballano intorno e non lo lasceranno più andare fino alla fine, alle tre del pomeriggio. Lo sa, la parte più difficile per lui è qui. Dopo un'ora gli strappano il foglio dalle mani come a scuola. Me non pensa che il piano logistico che ha fatto vada bene. Ma il mal di testa e una buona dose di irrequietezza lo avvolgono. Un'altra sigaretta? Nemmeno per scherzo,
Comincia il test numerico.
Circondato di nuovo da cifre frazioni percentuali calcoli algebirci tutto da fare in 30 minuti. Grafici tabelle piani altre percentuali calcolatrice segna la risposta giusta sono così tante le domande! Mi raccomando, dice il tutor, non andate a caso perchè se sbagliate lo segnano errore quindi meglio che lasciate perdere.
15 minuti prima della fine, alle 14.45, Me, dentro di sè, abbandona il campo e alza bandiera bianca.
Quel minimo di logica matematica che gli consente di vivere e di fare due calcoli su quanto spende e guadagna si ritira nel buio della sua coscienza interiore. Non uscirà più per il resto della giornata: è stata sottoposta ad uno stress enorme, non ne può più. Ma lascia il campo con onore.
Strette di mano, il colloquio è finito. Nel silenzio, senza i saluti di nessuno, perchè nessuno dello staff è rimasto, nemmeno il tutor, vengono accompagnati alla porta da uno sconosciuto, i badges vengono prontamente requisiti, le porte si chiudono, segnali elettronici di sicurezza, luce verde luce rossa, cravatte e completi blu, scarpe lucide, pavimenti lucidati e moquette uscita da un incubo degli anni 80.
si apre al porta a vetri del palazzo.
il cielo è grigio.
l'aria è fredda.
un'altra sigaretta.
Me si può finalmente permettere di levarsi la camicia da dentro i pantaloni,
e allentare la cintura. Le scarpe non fanno neanche male.
E sono proprio carine.
il 31 di agosto finisce qui....
oggi è giorno di colloquio. finalmente. Il primo colloquio da vita vera.
Per un lavoro vero.
Per una vita vera.
La nuova vita di Me.
Ieri me ha comprato le scarpe apposta per l'occasione. Nere, prezzo basso.
Me non ha la cintura giusta.
Me non ha la cravatta.
Me, svegliato da un camion che raccoglie rifiuti, ha il fiato più pesante di una zuppa di porri ed erba cipollina.
Non si fa la barba. Caffè, sigaretta, tazza del cesso. Vestizione di rigore.
Lo specchio riflette una figura che non è familiare: è Me, come nessuno lo ha mai visto.
Me vede solo difetti ma è tardi anche per quelli.
Esce di casa Me, chiude la porta fa due scalini.
Ha lasciato i documenti.
Entra, riesce, chiude la porta fa due scalini.
Ha dimenticato il cellulare.
Entra riesce chiude la porta fa due scalini.
Ha dimenticato le informazioni per arrivare al posto.
Entra, riesce chiude la porta fa due scalini, si ferma.
Ha preso tutto.
Il cielo è grigio, l'aria così fredda.
Tram, Metro, Destinazione.
La Destinazione del colloquio è un palazzo incastonato in un centro commerciale.
La metro accede direttamente al centro commerciale.
Così, alle 8.40 di mattina Me è dentro un centro commerciale, a Praga. I negozi stanno ancora aprendo, altri apriranno solo molto più tardi.
Il cielo è grigio. L'aria è fredda.
è troppo presto per presentarsi al colloquio.
Me ha finito le sigarette. Le compra, ne fuma subito una. L'alito cattivo, nonostante il dentifricio, aumenta.
Chissà se le ascelle suderanno? si chiede.
Si fa l'ora, entra nella Destinazione, lo dirottano al 5° piano. Reception, gente che va e che viene, which is your tutor? Me risponde. Arriva il tutor, riunisce i candidati, tre in tutto, Me e due ragazze più giovani. Hanno paura anche di parlare sembra.
Si, le ascelle stanno sudando e diffondendo umidità sul tessuto della camicia.
Merda, pensa Me.
Badges per tutti, ascensore, sono dirottati in un altro palazzo, di fronte al primo. In silenzio viene consegnato un altro badge. sorrisi di circostanza. Il responsabile dei test e del recruitment è in ritardo, arriva dalla Germania, l'aereo è in ritardo.
Cancelletto elettronico, ascensore, corridoi vuoti e stanze vuote e buie, finalmente persone. Anch'esse silenziose.
Li mettono in una stanza. dicono loro che bisogna fare un gioco per rompere il ghiaccio: chiedere agli altri candidati informazioni sul loro passato e poi presentarsi a vicenda. Il gioco viene fatto nell'imbarazzo, arriva il responsabile tedesco: Me e le altre ragazze ascoltano la breve introduzione del responsabile recruitment che illustra tutte le bellezze della ditta dalla quale vogliono essere assunti. La relazione (non la sapeva nemmeno a memoria il povero responsabile ma leggeva sul computer quello che doveva dirci. Tedesco, con un inglese dal fortissimo accento sassone a labbra strette); la relazione è continuamente disturbata dal rumore di trapani martelli avvitatori flessibili appena due stanze accanto. E' anche questo parte del test? Resistere a rimanere concentrati nonostante si costruisca un palazzo accanto a te?
Sorrisi. dicono a Me e alle ragazze di stare tranquilli. La giornata sarà occupata da un test di gruppo, dopo il quale ci saranno intervista e altri due test, numerico e logistico. con una pausa pranzo nel mezzo, ovviamente. Me sgrana gli occhi.
Ma come, pensa Me, quanto deve durare questo colloquio?
L' ambiente è super silenzioso, sembra un tempio di sussurri e moquette colorata, non ci sono pareti ma semi-pareti da redazione di giornale anni 70. ognuno ha il suo angolo con la faccia sbarrata al computer, cuffie con microfono, occhiali. ragazzi ragazze. poi altre stanze di cui intuisco solo degli angoli: altre persone al computer. in mezzo a tutto una cucina con macchine del caffè e distributore dell'acqua e frigo e fornelli e lavandino. La chiamano "Lounge room". Poi c'è la "quiet room", la "peace room". e un' intera ala del 3° piano è completamente vuota e buia e ancora più silenziosa. Sembra che aspetti le prossime vittime. Noi.
Ma non c'è tempo per i pensieri di Me. Vengono spostati in un'altra stanza.
Comincia il test di gruppo: una vecchia stazione deve essere ristrutturata e bisogna pensare ad una campagna promozionale con un budget limitato. Vediamo come ve la cavate a lavorare in gruppo.
Me conduce il gioco in scioltezza illustrando tutte le caratteristiche alle ragazze, relegate a fare i conti, che Me non sa fare.
Alla fine del test Me non ascolta i complimenti del recruitment team, vuole solo fumare una sigaretta ed esce di soppiatto. Viene subito ripescato: deve fare l'intervista!
Me viene fatto accomodare in un ufficio. l'intervista dura 45 minuti. Conduce i giochi una donna italiana ma l'intervista si svolge, come tutti i test, in inglese.
Qual'è stata la tua esperienza migliore nel lavoro?
E la peggiore?
Descrivi il tuo lavoro, descrivi come hai reagito ad una situazione di difficoltà.
Perchè vuoi cambiare lavoro?
Cosa pensi che questo lavoro possa dare?
Qual'è la cosa che ti piace trovare in un lavoro?
Me fornisce tutti i dettagli. Qualche sorriso, Me non parla mai volentieri di se stesso.
Me si deve sforzare, quanto si deve sforzare..... ma alla fine tutto finisce con le solite strette di mano.
E il cielo è ancora grigio e l'aria è ancora fredda e Me si fuma un'altra sigaretta.
Tempo di mangiare. Nel frattempo le due ragazze hanno fatto il test logistico che lui farà dopo pranzo mentre una andrà in intervista e l'altra farà il test numerico, e poi viceversa.
Alle tre finirà questo viaggio nell'universo del recruitment in a very big corporation.
Il pranzo dura poco, per fortuna e fa parte del test anche se non specificato.
Il pranzo serve a farli sentire a proprio agio nel nuovo ambiente e relazionare con dei veri assunti! Guarda che fortuna...
Li raggiungono:
-Una ragazza Belga che si fa carico di diffondere il minimo dei sorrisi necessari per farli sentire in una finta atmosfera amichevole, ma le si legge negli occhi la totale indifferenza ai casi loro.
-Il solito responsabile tedesco che, dietro il sibilo sassone, nasconde stanchezza e noia.
-Un altro responsabile che almeno non fa nemmeno sforzi per sembrare amicone (il più apprezzato da Me) e se ne sta a mangiare la sua insalata nella plastica, in silenzio.
-Un nuovo tutor che li seguirà per l'ultima parte del colloquio infinito.
Poche storie, c'è il tempo di rubare un'altra sigaretta, la penultima.
Comincia il test logistico.
Me che deve fare? ma che ne sa Me? e quello non può consegnare e l'altra cià i bambini e l'altro non gliene frega un cazzo dell'orario di consegna e quell'altro vuole le consegne solo la mattina e quell'altro ancora solo il pomeriggio e cifre numeri percentuali tragitti, problemi stradali, problemi di cattivo tempo, un camion rotto lungo la strada.
Me capisce che tra poco perderà la bussola: le cifre lo circondano e gli ballano intorno e non lo lasceranno più andare fino alla fine, alle tre del pomeriggio. Lo sa, la parte più difficile per lui è qui. Dopo un'ora gli strappano il foglio dalle mani come a scuola. Me non pensa che il piano logistico che ha fatto vada bene. Ma il mal di testa e una buona dose di irrequietezza lo avvolgono. Un'altra sigaretta? Nemmeno per scherzo,
Comincia il test numerico.
Circondato di nuovo da cifre frazioni percentuali calcoli algebirci tutto da fare in 30 minuti. Grafici tabelle piani altre percentuali calcolatrice segna la risposta giusta sono così tante le domande! Mi raccomando, dice il tutor, non andate a caso perchè se sbagliate lo segnano errore quindi meglio che lasciate perdere.
15 minuti prima della fine, alle 14.45, Me, dentro di sè, abbandona il campo e alza bandiera bianca.
Quel minimo di logica matematica che gli consente di vivere e di fare due calcoli su quanto spende e guadagna si ritira nel buio della sua coscienza interiore. Non uscirà più per il resto della giornata: è stata sottoposta ad uno stress enorme, non ne può più. Ma lascia il campo con onore.
Strette di mano, il colloquio è finito. Nel silenzio, senza i saluti di nessuno, perchè nessuno dello staff è rimasto, nemmeno il tutor, vengono accompagnati alla porta da uno sconosciuto, i badges vengono prontamente requisiti, le porte si chiudono, segnali elettronici di sicurezza, luce verde luce rossa, cravatte e completi blu, scarpe lucide, pavimenti lucidati e moquette uscita da un incubo degli anni 80.
si apre al porta a vetri del palazzo.
il cielo è grigio.
l'aria è fredda.
un'altra sigaretta.
Me si può finalmente permettere di levarsi la camicia da dentro i pantaloni,
e allentare la cintura. Le scarpe non fanno neanche male.
E sono proprio carine.
il 31 di agosto finisce qui....
Nessun commento:
Posta un commento