28 agosto 2006

I (one)

intanto grazie al Paolo Pecchioli che, da bravo maieutico, mi ha fatto da levatrice on line e convinto a scrivere un blog. non so nemmeno come si scrive un blog, nè a cosa serva. dicono sia un diario, e allora un diario sarà.
Me, vive a Praga da poco tempo. è italiano emigrato/emigrante in terra d'europa da gennaio 2006.
Vive qui, in questa città così contraddittoria, come Me del resto.
Da oggi cominciano le sue avventure, così, sento il bisogno primario di presentarlo:
lavora nel cinema, ma con pochi risultati. forse è proprio lui sbagliato, forse è la congiuntura internazionale, ma i risultati del suo lavoro non bastano più.
come se non bastasse, poi, i soldi scarseggiano e di questi tempi è tremendo vedere i propri risparmi sparire così velocemente. suo padre dice che ai suoi tempi era diverso. c'erano possibilità e il mondo presentava ancora una faccia semplice, senza tante maschere allegre atte a nascondere sempre il solito bastone/carota. Forse a ragione, forse anche ai suoi tempi Me sarebbe stato sempre la solita pecora nera della famiglia.
Perchè viene da Prato e a Prato se non lavori già a 15 anni sei un reietto. Me ha resistito più a lungo ma alla fine è il suo stesso dna a fregarlo. e, la scienza divina insegna, il dna non lo imbrogli. ce l'hai te lo tieni non puoi cambiartelo.

un giorno è partito per girare un film in questo paese dal passato pieno di sangue spie e deportati chissà dove. un paese in cui essere comunista è come essere fascista in italia, per cui qualsiasi prospettiva storica abbia avuto sino ad ora (e premetto che non è un fanatico ma, si sa, ognuno nasce e cresce con delle idee), qui non torna. non è la stessa storia. sono gli stessi fatti ma la storia è così diversa.
A Me piace questo paese.
A Me piace pensare che, come cerca lavoro a milano, cerca lavoro a praga, o a vienna o a parigi o ad amsterdam o a dortmund.
nonostante l'europa che veda nascere sia un prodotto a tavolino, le persone che incontra danno un'altra impressione.
adora l'europa, adora questa terra. questa idea è prima di tutto nostra. prima che delle banche e delle commissioni e dei parlamenti, quest'idea è nostra.
viva la terra. il 28 di agosto finisce qui

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